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BAR.F.L.A.I.R. – BARtenders Fulfilling Learning Agreements In euRope

Il mondo del Bartending è un settore dinamico, in cui la possibilità di trovare un impiego cresce, soprattutto per donne e giovani (circa il 55% dei lavoratori dipendenti nei bar e simili sono donne, e quasi il 50% hanno meno di 30 anni). I dati confermati dalla FIPE segnalano una crescita del 3,3% dei posti di lavoro nelle quasi 330.000 imprese del comparto, di cui bar e imprese analoghe rappresentano più del 45% del totale, dando impiego a circa un milione di persone. Il volume d’affari generato dal settore dei bar è pari a 18 miliardi di euro. Il rovescio della medaglia si rivela analizzando la struttura dell’impresa “bar”, tendenzialmente molto debole, con un numero elevato di bar costretti a chiudere a solo un anno dall’apertura. Nel 2018, il saldo tra aperture e chiusure è stato, difatti, negativo (6.355 aperture e 11.979 chiusure, per un totale di 5.644 bar in meno rispetto al 2017), ma i dati annuali relativi al personale hanno segnalato ben 10.000 lavoratori in più rispetto al 2017 a conferma della sempre più crescente necessità di disporre di profili professionali in grado di far fronte alle sfide del “mestiere”. La figura del Bartender sta vivendo, oggi, un processo di rivalutazione che presuppone una formazione continua, fondamentale per i giovani a mantenere costantemente aggiornata la propria professionalità. Nasce, così, il presente progetto intitolato “BAR. F.L.A.I.R. – BARtenders Fulfilling Learning Agreements In euRope”, aperto a tutto il territorio nazionale. La proposta darà a 100 giovani italiani la possibilità di effettuare un’esperienza professionalizzante di 4 mesi presso aziende estere localizzate in Regno Unito, Germania, Spagna e Francia. La possibilità di accedere alla mobilità transnazionale sarà offerta ai diplomati in uscita da percorsi d’istruzione professionale in Enogastronomia, specializzatisi nell’indirizzo di Sala e Vendita, ma anche ai qualificati che abbiano frequentato corsi di formazione come quelli messi a disposizione dall’A.I.B.E.S. per il conseguimento della Qualifica Professionale (a.s. 2018-2019/2019-2020). Gli obiettivi specifici del progetto sono:

  • aumentare il prestigio delle professioni legate al Bartending, attirando sempre più studenti verso percorsi specifici per ridurre il disorientamento professionale e conseguente rischio NEET;
  • fornire ai 100 partecipanti competenze specialistiche e trasversali da applicare nel settore del Bartending attraverso percorsi di apprendimento esperienziale all’estero;
  • ridurre, seppure in piccole percentuali, il tasso di disoccupazione giovanile registrato in Italia, ben pari al 32,6% (il doppio della media europea);
  • sensibilizzare i partecipanti e tutti gli altri attori coinvolti nel progetto nei confronti delle innovazioni e le tendenze che il Bartending sta sperimentando negli ultimi anni (mixology, Latte Art, sustainable cocktails, ecc.);
  • favorire il miglioramento del sistema di IeFP nazionale e l’avanzamento del sistema ECVET a livello nazionale.

Gli impatti attesi saranno:

  • miglioramento delle competenze tecnico-professionali e trasversali del 100% dei learners;
  • raggiungimento di un livello di conoscenza linguistica dal B2 al C1 nel QCER per almeno il 70%;
  • inserimento professionale del 65% dei Learners presso aziende estere o italiane;
  • coinvolgimento di un ulteriore 35% dei Learners in corsi di formazione professionale o di specializzazione;
  • miglioramento delle competenze gestionali e dell’internazionalizzazione di tutti i membri del Consorzio;
  • rinnovata conoscenza dei meccanismi di finanziamento europei e del Programma Erasmus+;
  • candidatura di n. 2 proposte progettuali a valere sul Programma Erasmus+ tra parte o tutti i membri del presente Consorzio e del partenariato estero;
  • sviluppo di cooperazioni sostenibili con la realizzazione di almeno n. 2 percorsi di Alternanza Scuola-Lavoro in modalità transfrontaliera per il 50% degli Istituti presenti nel Consorzio in collaborazione con gli organismi esteri di accoglienza;
  • conoscenza più approfondita del funzionamento dei singoli sistemi VET nazionali dei Paesi coinvolti e degli strumenti europei di certificazione;
  • miglioramento del sistema di formazione professionale per la creazione di buone pratiche in ambito ECVET.

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